radio, - Media Stream di Tripaldi Fabrizio | Web Radio | FM | Streaming

Allen & Heath XB-14 Mixer Broadcast

Oggi voglio parlarvi di un prodotto fondamentale per una web radio di programmi che, almeno tecnicamente, vuole avvicinarsi a tecnologie professionali al pari delle cugine in Fm: il mixer broadcast.
Si differenziano dai classici mixer per live/studio sia per configurazione che per l'aggiunta di alcune funzioni logiche che aiutano l'operatore a gestire al meglio una diretta radiofonica.

Un mixer broadcast avrà sicuramente più canali stereo che mono, questo perchè una radio dovrà collegare più sorgenti di riproduzione che di acquisizione, avrà dei canali TELCO che gli permettono di gestire le telefonate tramite ibridi telefonici, uscite sub e master splittabili, possibilità di pre-ascolto sia su canali d'ingresso che d'uscita e infine, tramite relè ed elettronica digitale, la possibilità di inviare segnali di start alle regie automatiche o lettori cd, attivare/disattivare i microfoni da remoto e attivare/disattivare le casse monitor all'apertura dei canali microfonici, funzione molto utile per chi si fa auto-regia o dove lo studio speaker non è separato dalla regia.

C'è ne sono di analogici, economicamente più abbordabili ma ormai in via di pensionamento, e di digitali; i loro prezzi variano da qualche migliaia di euro per i primi, a qualche centinaio di migliaia per i secondi.

xb14

 

 

In questo articolo andiamo a conoscere un piccolo ma efficiente mixer broadcast analogico prodotto dall' Allen & Heath lo XB-14, ora arrivato alla versione XB2-14. Il prezzo su piazza è di circa 1400€, certo non sono bruschette, ma sul mercato direi che non esiste nulla ad un prezzo inferiore rispetto alle potenzialità del prodotto. Io stesso ne possiedo uno nel mio studio e non mi ha mai deluso.

Non è un mixer modulare, questo vuol dire che non lo si può personalizzare, ma la sua configurazione è più che valida, tanto da essere usato anche in FM da network per svariate dirette in esterna.

 

A disposizione abbiamo: 

4 canali mono microfonici/line con preamplificatore, Eq a 3 bande ed insert, con mute remotizzabile. 
2 canali telco, per collegare altrettanti ibridi telefonici, con la possibilità di comunicare in preascolto, ed Eq a 2 bande.
4+2 canali stereo con Eq a 2 bande, pulsante di Start/Cue assegnabile singolarmente.
Interfaccia Usb compatibile Windows/Mac.
1 uscita ausiliaria.
1 uscita master + uscita rec.
1 uscita mix b assegnabili.
1 uscita control room configurabile in modo che si disabiliti all'apertura dei canali microfonici.
1 uscita cuffie per il regista.
2 uscite cuffie con ascolto assegnabile per gli speaker.
1 ingresso di ascolto esterno.

Insomma ha tutto quello che serve per rendere la vostra regia radio un centro di comando e controllo preciso e professionale.

Buona radio a tutti!

ESIO o ESI? Facciamo chiarezza!

Oggi svelerò un mistero che affligge un pò tutti gli utilizzatori di prodotti, principalmente schede audio, della ESI.

Questa tutto sommato giovane azienda, si è da subito distinta per competitività nel rapporto qualità/prezzo producendo schede audio affidabili nel tempo e dal suono cristallino.

Io stesso per la mia webradio e per quelle dei miei clienti ho sempre installato ESI, principalmente nelle versioni Maya44 e Juli@, ma ultimamente reperirle era diventata una vera caccia al tesoro, tutti i siti on-line che ne erano distributori le hanno eliminate dai lori listini e appena chiedevi loro informazioni, dicevano che erano andate fuori produzione; in realtà se si va sul sito (http://www.esi-audio.com/) tutto risulta nella norma.

Ho deciso quindi di chiedere informazioni alla Midiware, azienda importatrice, che mi ha spiegato quanto anche loro facciano fatica a fare approvvigionamento con una produzione non più regolare come un tempo, almeno per quanto riguarda il mercato europeo.

Ma facciamo un passo indietro. Quando dai siti iniziò a sparire ESI, sicuramente qualcuno di voi avrà notato la comparsa di un marchio molto simile, ESIO, che produce una scheda molto simile alla Maya44, la MARA 44.

Non vi nascondo che il primo pensiero è stato quello della copia tarocca del prodotto principe, in realtà la Midiware mi ha comunicato che la ESIO nasce dal progettista dei prodotti ESI che, fuoriuscito da quest'ultima, ha aperto una sua azienda ovviamente producendo quelli che erano i suoi progetti.

Quindi direi che possiamo stare tranquilli e continuare ad acquistare la qualità di ESI con le schede marchiate ESIO.

Esio

 

FABRIZIO TRIPALDI AL "ROMA WEB FEST"

Ciao a tutti, premetto che questa volta sarà un articolo auto referenziale; ma non posso che essere felice di parlarvi di questa bellissima iniziativa a cui sono stato invitato.

Mercoledì 28 Novembre 2018 sarò a Roma per il "Roma Web Fest" in veste di relatore, insieme a Max Poli e Savino Zaba, del workshop dal titolo: "Come Costruire una Web Radio, dall'idea alla messa in onda", a moderare il tutto ci sarà Daniele Orecchio, responsabile del settore radiofonico del festival.
Vi confesso che quando ho ricevuto la chiamata di Daniele sono rimasto davvero sorpreso in quanto, come ben sapete, sono più un "animale" da dietro le quinte; ma ho comunque accettato subito perchè sono sicuro che ne verrà fuori una bellissima discussione e sarò felice di poter incontrare e rispondere alle domande di tanti ragazzi che vogliono intraprendere l'apertura della loro web radio o più semplicemente sono curiosi di conoscere e approfondire l'ambiente radiofonico legato al web.
Parleremo di tutto quello che occorre per fare e gestire una web radio nel modo più professionale possibile, per quanto riguarda sia l'aspetto tecnico che quello artistico.
Naturalmente sarò lì per portare la mia esperienza, le mie idee e il mio amore per questo fantastico mezzo, che è la radio, senza la pretesa di dare ricette miracolose o dettare legge a nessuno.

Vi aspetto quindi Mercoledì 28 Novembre 2018 a partire dalle ore 16:00 presso "La casa del cinema" a Villa Borghese - Roma.
Ingresso Gratuito con accredito all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

I primi 6 mesi del 2016

Ciao a tutti, non sono abituato a scrivere articoli auto celebrativi, ma i primi sei mesi di questo anno sono stati per la Media Stream molto importanti e quindi ci tengo a fare un breve bilancio.

Grazie alla stretta collaborazione con Maurizio Burato e New Radio srl, molte sono le radio che si sono affidate a me per effettuare lo storico aggiornamento di Mb Studio nella sua versione 8.56 e dal quale poi, con alcune di esse, è nato un rapporto di collaborazione continuativo su molti fronti.
A maggio di quest'anno ho proceduto con l'attivazione di una nuova web radio (Radio SA), che va ad arricchire cosi questo ambiente in continuo fermento, mentre proprio in questi giorni stiamo rodando la nuova Web Radio 5.9, che ha deciso di fare un salto di qualità sia tecnico che artistico con la sua nuova proprietà. In questo caso è stato un gradito ritorno nel gruppo, in quanto ricorderete la mia partecipazione al progetto nella sua fase iniziale insieme a MTV Italia.
Infine continua la collaborazione, iniziata sul finire del 2015, con la 22HBG srl per quanto riguarda la ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi legati al mondo del broadcasting web.

Quindi un sentito GRAZIE a tutte le aziende che continuato a darmi fiducia ogni giorno affidandomi i loro progetti e le loro idee.
W la RADIO.

Fabrizio Tripaldi

LA QUALITA' DELLO SPOT PUBBLICITARIO PREMIA SIA LA RADIO, CHE L'INVESTITORE.

Nello scorso articolo abbiamo parlato di come le radio devono diventare cross mediali per trovare nuovi mercati, oggi invece parliamo del più tradizionale dei mercati: la pubblicità. Capita sempre più spesso di ascoltare all'interno di cluster pubblicitari, soprattutto sull'emittenza locale, spot discutibili per qualità audio o per produzione. Questo accade perchè, pensando al risparmio, non si fanno realizzare gli spot a professionisti del settore. 
Si fa il terribile errore di pensare che l'importante sia trasmettere il messaggio pubblicitario senza curarne l'"aspetto", nulla di più falso.
Mandare in onda "bella" pubblicità è importante esattamente quanto un bel jingle o una bella voce; proviamo a capire insieme il perchè.

Se si analizza per quanto tempo la pubblicità va in onda in un'ora, ci si accorge che siamo nell'ordine del quarto d'ora o poco meno, ed equivale al tempo di circa 4 canzoni o addirittura al tempo massimo che ha uno speaker in un'ora per fare i suoi interventi. Un quarto d'ora è anche l'unità di misura che si usa per la rilevazione degli ascolti di una radio, insomma è un tempo importantissimo per un'emittente radiofonica; e quindi anche il tempo della pubblicità va curato al meglio.
Come ho anticipato nel titolo, mandare in onda dei bei promo pubblicitari premia la radio in termine di qualità estetica, se così possiamo definirla, ma premia soprattutto l'investitore che riuscirà ad ottenere una penetrazione maggiore nei confronti degli ascoltatori, ottimizzando il suo investimento. Questo meccanismo innesca un processo di continuità lavorativa tra le parti che non può che giovare alle casse sempre più vuote di molte radio locali.

Ma chi deve chiedere e pretendere questa qualità? A mio avviso, in prima battuta, deve essere sempre la radio, perchè non tutti i clienti hanno un ufficio marketing e una produzione che ne curi la pubblicità. La radio si deve preoccupare di avviare collaborazioni con studi di produzione con all'interno dei professionisti, che siano essi dei copy o voci. A questo punto però la domanda nasce spontanea, perchè questo non accade nella totalità dei casi? La risposta, come anticipavo nelle righe precedenti, è la solita: i soldi.
Naturalmente uno spot prodotto da professiosti ha un suo impegno economico, ma sta sempre alla radio far capire al cliente quanto sia importante avere una pubblicità mirata e ben realizzata. Quello che sta accadendo, invece, è che gli uffici pubblicità per attirare clienti regalino o vendano a prezzi stracciati la realizzazione del spot, dovendo cosi poi affidarsi a strutture che producono spot per qualche decina di euro, con i risultati che tutti noi conosciamo.

Occorre formare gli uffici commerciali affinchè la loro missione non sia semplicemente quella di vendere spazi pubblicitari, ma quella di vendere pubblicità.

NUOVO AGGIORNAMENTO MB STUDIO 8.56

Oggi in concomitanza con l'uscita del nuovo sistema operativo Microsoft Windows 10, la Mb Soft ha rilasciato la nuovissima versione, la 8.56, di Mb Studio.

Con questo aggiornamento il cambiamento è soprattutto visivo, in quanto è totalmente cambiata la grafica della schermata di messa in onda, diventando completamente responsiva alla risoluzione del monitor e più agevole per un utilizzo con i sistemi touch screen.

L'aggiornamento è naturalmente disponibile per tutti i clienti che già in possesso di questa regia, ma ovviamente anche per chi decide di iniziare da questo momento a utilizzare questo formidabile software di automazione radiofonica che tra i suoi punti di forza ha sicuramente il costante aggiornamento da parte del suo programmatore Maurizio Burato.

La Media Stream, in quanto rivenditrice e fornitrice di assistenza autorizzata, è a disposizione per ulteriori informazioni, nuove installazioni e aiuto nella fase di aggiornamento.

RIFLESSIONE SUL FUTURO DELLA RADIO LOCALE NELL'ERA CROSSMEDIALE

Dal titolo potrebbe sembrare un trattato del maggior esperto di radiofonia al mondo, invece è solo un pensiero che da un po' di tempo mi gira in testa e che ho voluto trascrivere per lanciare uno spunto di riflessione sulla materia. 

Purtroppo da anni ormai diverse radio locali chiudono definitivamente; vuoi per gli ormai noti problemi economici che colpiscono il settore, vuoi per editori che preferiscono riscattare l'assegno di pensionamento da network in cerca di frequenze, fatto sta che questa emorragia sta spegnendo voci e fatti della provincia italiana. Un' altra conseguenza da non sottovalutare è il ricambio generazionale perchè, se chiudono le radio locali, chiudono anche le palestre "professionali" per gli operatori radiofonici del futuro, oggi costretti ad usufruire solo delle web radio. Su questo punto potrebbero anche nascere delle convergenze, ma ne parlerò più avanti nell'articolo.

Chiedo scusa in anticipo a chi si sentirà giudicato però, senza voler avere la ragione assoluta, credo che dietro ad alcune di queste chiusure, ci siano anni di incertezza artistica e manageriale sul come rimanere appetibili sul mercato a livello commerciale ed editoriale. 
Se ne parla da tanto ma evidentemente non abbastanza: oggi le radio locali non possono permettersi di “scimmiottare” i network facendo finta di fare le radio di flusso (cosa che credono di fare imponendo agli speaker di parlare 1 minuto ogni 3-4 canzoni) perchè si perde, schiacciati inevitabilmente da aziende molto più grandi in termini di marketing, segnale, bilancio e personale.

La radio locale deve essere sul territorio e deve essere crossmediale in contenuti, brand e marketing. Non è ammissibile che nel 2017 ci siano ancora emittenti che non dispongono di una App per ascoltare lo streaming o non siano presenti sui maggiori social network o che, peggio ancora, ci sono e non producono contenuti dando di sè un' immagine di abbandono.
Essere presenti sul web è, paradossalmente, fondamentale per essere locali: pensate a una persona lontana da casa per lavoro che vuole sapere cosa accade nella sua terra, come farebbe ad ascoltare la radio del suo territorio se la si raggiunge solo con la frequenza in FM? Di sicuro ascoltare un network o spotify non soddisferebbe la sua esigenza quindi, in quel momento, la radio locale non esercita la sua funzione primaria. Diverso sarebbe se collegandosi ai social o al sito, piuttosto che alla APP della radio, l'ascoltatore avesse a disposizione: il flusso streaming della diretta, podcast e notizie; ecco che in quel momento la radio avrebbe soddisfatto l'ascoltatore e la sua funzione di radio del territorio.

Devono riscoprire il territorio (mi rendo conto che non sia facile di questi tempi) investendo economicamente ma soprattutto sulle persone, perchè sono queste ultime che dovranno produrre i contenuti per la radio e per tutte le altre piattaforme: web, podcast, social, web radio tematiche, ecc.. perchè la parola d'ordine del futuro, ormai già presente, è CONTENUTI.
Prendendo in considerazione l'ascoltatore dell'esempio sopra citato, perchè dovrebbe ascoltare una radio locale che manda in onda solo gr nazionali pre-registrati e che negli speaks da 30 secondi, mi da informazioni prese da internet in mezzo a una marea di canzoni?
Quasi sicuramente finirà per ascoltare un network o spotify.

Provate invece a immaginare, come dicevo prima, una radio:
- presente sul territorio con informazione ed eventi; che produce contenuti per la diretta e poi li mette a disposizione dei suoi ascoltatori tramite podcast sui suoi social o sulla APP;
- che oltre a vendere il classico spot pubblicitario, studia le esigenze di quelle attività che vorrebbero ascoltare la radio ma non possono (perchè non vogliono sentire lo spot del concorrente e che quindi, non solo non investono in pubblicità, ma non ascoltano neanche la radio stessa) creando flussi personalizzati, guadagnando cosi nuovi ascoltatori e servizi extra pubblicitari da vendere;

- che genera web radio tematiche col proprio brand dove si possono fare anche esperimenti artistici ad, esempio, con nuove voci. Ovviamente questo potrebbe togliere ascolto alla radio principale, ma sono sempre ascoltatori che rimangono o meglio ancora che arrivano, all'interno della vostra impresa radiofonica.

Mi piacerebbe terminare con una piccola provocazione.
Checcè se ne dica, ci sono web radio molto ben strutturate che, seguendo queste regole, stanno già iniziando a produrre i primi piccoli numeri. Ad oggi certo non gli permettono ancora di essere autosufficienti, ma danno speranza per il futuro.
Mentre le radio locali che: svendono la pubblicità con spot di qualità discutibile solo per far vedere che il cluster è pieno, che continuano a pensare che i giovani sono solo arrivisti e non portano innovazione e che credono che internet e le web radio siano giochini, che fine faranno?

 

 

USARE MB STUDIO CON UN CONTROLLER MIDI

In questo articolo impareremo ad interfacciare Bome MIDI Translator Pro con Mb Studio 8.56 o superiori per poter utilizzare un controller MIDI per la gestione dei comandi di Mb Studio. 

Dal 29 luglio 2015 infatti con l'uscita della nuova versione di Mb Studio, la 8.56, si potranno andare ad editare e quindi personalizzare, le assegnazioni dei tasti della tastiera per i relativi comandi della regia.
Utilizzando un programma come Bome Midi Translator Pro, possiamo a sua volta assegnare un valore MIDI a un tasto della tastiera; con il risultato finale otterremo quindi, l'invio dei comandi a MB Studio con un qualunque controller MIDI.

Due precisazioni prima di spiegarvi come funziona. 
La prima: Bome MIDI Translator Pro non è un programma gratuito, ma costa 59€ (clicca qui per acquistarlo). La versione DEMO ha una limitazione di tempo nel suo utilizzo, ogni 20 minuti va chiuso e riaperto.
La seconda: per far si che il tutto funzioni, Bome MIDI Translator Pro va lasciato sempre avviato, in backgroud o ridotto a icona, ma sempre operativo.

Introduzione finita, andiamo a impostare il tutto!

Per prima cosa andiamo nelle impostazioni di Mb Studio e configuriamo a nostro piacimento le assegnazioni dei comandi con una key della tastiera.
Per semplicità ho impostato solo i comandi di NEXTAUTOMATICO e STOP, ma si possono personalizzare tutti i comandi e tutte le mattonelle della jingle palette.

Assegnazione Comandi Mb Studio

Una volta collegato il vostro controller MIDI (in questo caso ho usato un nanoPAD di Korg) e installato Bome Midi Translator Pro andiamo a creare il nostro nuovo progetto che ho chiamato "MB STUDIO", nella parte centrale invece andiamo a inserire tutti i comandi che vogliamo lanciare con il controller MIDI; per semplicità e chiarezza li chiameremo con i nomi dei comandi.
Nell'immagine sotto, potete vedere quello che ho ottenuto.

bome midi translator pro

Andiamo ora ad attivare il controller MIDI all'interno delle proprierà del progetto e lo facciamo cliccando sulla prima icona a destra dello schermo (quella che ha il simbolo del MIDI), e spuntando poi dall'elenco il nostro controller. Da questo momento il controller MIDI invia comandi al programma.

impostazioni bome midi translator pro

Ora andiamo ad assegnare il comando MIDI al rispettivo tasto della tastiera, vedremo l'operazione per un solo comando, in quanto l'operazione è poi uguale per ogni altro comando.
Partendo dall'immagine sopra, dove abbiamo inserito i nomi dei vari comandi, andiamo a selezionare col mouse la prima riga e poi ci spostiamo a configurare la parte destra dello schermo, ovvero le "EDIT TRASLATOR".
Aprimo solo le schede che ci serve modificare: "INCOMING" e "OUTGOING" e le configuriamo come l'immagine sotto.

bome midi translator pro

- INCOMING --> MIDI MESSAGE --> RAW MIDI e spuntare CAPTURE MIDI

A questo punto andiamo a premere il comando desiderato sul nostro controller MIDI e come per magia compariranno i due valori MIDI (uno di pressione e uno di rilascio del comando). Inseriamo quindi nella riga di comando il codice MIDI di pressione del comando.

- OUTGOING --> KEY STROKE -- > PHYSICAL KEYS

Inseriamo nella barra il tasto della tastiera che vogliamo controllare con il controller MIDI.

bome midi translator pro

Ripetiamo questa serie di azioni per ogni comando, alla fine il risultato sarà questo:

configurazione bome midi translator pro

Da questo momento il nostro Mb Studio è controllato sia in maniera tradizionale da mouse e tastiera sia dal controller MIDI per i comandi impostati.

Buona Radio a tutti da Fabrizio Tripaldi.

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